Archivio di febbraio 2012
Intervista ad Aurelio Imbrogno esperto di sostenibilità
Al nostro arrivo, veniamo accolti dal Vicepresidente dell’ Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Prato l’Arch. Marzia De Marzi che ci presenta il Presidente l’Arch. Luigi Scrima, Presidente dell’Ordine e l’Arch. Aurelio Imbrogno esperto di sostenibilità. Più che di un’intervista, si è trattato di una piacevole conversazione con dei professionisti che ci hanno reso molto comprensibili degli argomenti per noi complessi. Grazie!
• Come si diventa bio-architetto e in cosa consiste il suo lavoro?
Da un puto di vista dei corsi di studio non esiste bio-architettura ,
ma dopo la laurea ci si specializza, con dei master , in questo ramo di studi. Il lavoro consiste nel fare attenzione ai materiali usati e ai “cicli della terra” perché ciò che può essere rifiuto per noi, può essere cibo per altri esseri viventi.
• Cosa l’ha spinto a scegliere questo ramo dell’architettura?
Mi sono laureato negli anni ‘70 in architettura e negli anni ’90 ho iniziato a coltivare la mia passione per la bio-architettura che è molto utile per utilizzare meno il petrolio ma usufruire maggiormente delle materie prime rinnovabili che potremo sempre usare tranquillamente. In alcuni paesi del nord Europa e in alcune realtà, come la provincia autonoma di Bolzano tutto ciò è già in funzione da alcuni anni ma, in futuro, dovremmo imparare a sfruttare in modo più adeguato le risorse della nostra terra.
• Quali sono, in sintesi, le caratteristiche principali che contraddistinguono la bio-architettura?
La bio-architettura consiste nel riusare i materiali o usare materiali che, al momento della demolizione si possono impiegare in altri campi. Per risparmiare sulle energie possiamo usare, ad esempio, i pannelli fotovoltaici per la luce e materiali isolanti per ridurre la dispersione negli impianti di riscaldamento, ma la prima fonte di risparmio è ELIMINARE GLI SPRECHI.
• Che caratteristiche deve avere l’architettura per essere sostenibile?
Dobbiamo abituarci alla sobrietà ( usare energie naturali e rinnovabili, riciclare e non buttare mai niente che può essere riparato o riusato); inoltre bisogna fare attenzione ai “cicli della vita”. A Prato stiamo rinnovando una vecchia fabbrica, che trasformeremo nella nuova Camera di Commercio e per la quale stiamo utilizzando materiali isolanti per ridurre al minimo la dispersione di calore seguendo le regole del risparmio e, altrettanto importante, rispettando “i cicli della vita”, riutilizziamo un suolo che è già stato usato.
• Riguardo al tema della sostenibilità, quanto è sensibile l’edilizia italiana? E quanto quella di altre nazioni?
L’ Italia ha iniziato adesso a usare energie sostenibili e ridurre l’ utilizzo di materiali derivanti dal petrolio invece, altre nazioni sono più avanti di noi di circa 30 anni. Bolzano è l’ unica città italiana che quando si è trovata davanti al problema lo ha affrontato ma, il resto d’ Italia, invece, è poco sensibile a tutto ciò.
• In questi ultimi tempi si parla tanto di risparmio energetico degli edifici. Possiamo considerare la certificazione energetica un primo passo verso la certificazione ecologica degli edifici?
La certificazione energetica parte dalla classe A per arrivare alla classe G. Avere una casa appartenente ad esempio alla classe F avrebbe dovuto spingere il proprietario a migliorare la sua abitazione per raggiungere la classe A. Anche un’azione del genere può essere un primo passo verso il risparmio.
• Oggi giorno purtroppo i combustibili fossili stanno esaurendosi, lei si affida ancora a questo tipo di energia oppure pensa che quelle rinnovabili siano un’ottima alternativa?
In futuro le energie rinnovabili saranno un obbligo perché i combustibili fossili si esauriranno. Un ottimo aiuto per il risparmio potrebbe essere, ad esempio, una sola caldaia che produrrà insieme energia e calore migliorando l’efficienza e diminuendo gli sprechi. Ma anche i rifiuti potranno essere riusati per aiutare l’ambiente. In futuro per Prato una buona fonte naturale sarà il legno, grande risorsa rinnovabile che viene poco sfruttata.( Prato potrebbe soddisfare il suo fabbisogno usando soltanto il legno della pulizia dei boschi.)
• Cosa ne pensa dei panelli solari che occupano i nostri campi e deturpano i paesaggi?
I panelli fotovoltaici, e non solari, producono energia soprattutto per l’illuminazione; essi sono soprattutto una moda però ancora non si sa tra venti anni come smaltirli, ma grazie alla ricerca tutto può migliorare.
• Abbiamo letto nel suo regolamento edilizio verso la sostenibilità, che ha utilizzato una frase relativa a Gandhi , per lei che significato ha “ siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo”? in cosa consiste questo cambiamento?
Significa che ognuno di noi può fare grandi cose ad esempio nelle nostre case potremo eliminare gli usa e getta, usare meno l’ auto, tenere la temperatura del termosifone con un massimo di 20°C, non sprecare l’ acqua , fare la raccolta differenziata e spegnere la luce quando non siamo in una stanza. Semplici gesti!
Interviene, a questo punto, l’arch. De Marzi che ci racconta degli episodi di vita professionale, ma anche quotidiana in cui l’urgenza ambientale la fa da padrona. E’ capitato a lei personalmente di fare domande su quale fosse il futuro dei fotovoltaici, di un loro possibile smaltimento proprio a persone competenti in materia. L’architetto, quindi, ha evidenziato che spesso anche loro che sono dei professionisti hanno delle perplessità davanti all’ignoranza e alla superficialità di tante persone ‘addetti ai lavori’ che non sanno dare risposte.la redazione delle Zipoli
• Come si diventa bio-architetto e in cosa consiste il suo lavoro?
Da un puto di vista dei corsi di studio non esiste bio-architettura ,
ma dopo la laurea ci si specializza, con dei master , in questo ramo di studi. Il lavoro consiste nel fare attenzione ai materiali usati e ai “cicli della terra” perché ciò che può essere rifiuto per noi, può essere cibo per altri esseri viventi.
• Cosa l’ha spinto a scegliere questo ramo dell’architettura?
Mi sono laureato negli anni ‘70 in architettura e negli anni ’90 ho iniziato a coltivare la mia passione per la bio-architettura che è molto utile per utilizzare meno il petrolio ma usufruire maggiormente delle materie prime rinnovabili che potremo sempre usare tranquillamente. In alcuni paesi del nord Europa e in alcune realtà, come la provincia autonoma di Bolzano tutto ciò è già in funzione da alcuni anni ma, in futuro, dovremmo imparare a sfruttare in modo più adeguato le risorse della nostra terra.
• Quali sono, in sintesi, le caratteristiche principali che contraddistinguono la bio-architettura?
La bio-architettura consiste nel riusare i materiali o usare materiali che, al momento della demolizione si possono impiegare in altri campi. Per risparmiare sulle energie possiamo usare, ad esempio, i pannelli fotovoltaici per la luce e materiali isolanti per ridurre la dispersione negli impianti di riscaldamento, ma la prima fonte di risparmio è ELIMINARE GLI SPRECHI.
• Che caratteristiche deve avere l’architettura per essere sostenibile?
Dobbiamo abituarci alla sobrietà ( usare energie naturali e rinnovabili, riciclare e non buttare mai niente che può essere riparato o riusato); inoltre bisogna fare attenzione ai “cicli della vita”. A Prato stiamo rinnovando una vecchia fabbrica, che trasformeremo nella nuova Camera di Commercio e per la quale stiamo utilizzando materiali isolanti per ridurre al minimo la dispersione di calore seguendo le regole del risparmio e, altrettanto importante, rispettando “i cicli della vita”, riutilizziamo un suolo che è già stato usato.
• Riguardo al tema della sostenibilità, quanto è sensibile l’edilizia italiana? E quanto quella di altre nazioni?
L’ Italia ha iniziato adesso a usare energie sostenibili e ridurre l’ utilizzo di materiali derivanti dal petrolio invece, altre nazioni sono più avanti di noi di circa 30 anni. Bolzano è l’ unica città italiana che quando si è trovata davanti al problema lo ha affrontato ma, il resto d’ Italia, invece, è poco sensibile a tutto ciò.
• In questi ultimi tempi si parla tanto di risparmio energetico degli edifici. Possiamo considerare la certificazione energetica un primo passo verso la certificazione ecologica degli edifici?
La certificazione energetica parte dalla classe A per arrivare alla classe G. Avere una casa appartenente ad esempio alla classe F avrebbe dovuto spingere il proprietario a migliorare la sua abitazione per raggiungere la classe A. Anche un’azione del genere può essere un primo passo verso il risparmio.
• Oggi giorno purtroppo i combustibili fossili stanno esaurendosi, lei si affida ancora a questo tipo di energia oppure pensa che quelle rinnovabili siano un’ottima alternativa?
In futuro le energie rinnovabili saranno un obbligo perché i combustibili fossili si esauriranno. Un ottimo aiuto per il risparmio potrebbe essere, ad esempio, una sola caldaia che produrrà insieme energia e calore migliorando l’efficienza e diminuendo gli sprechi. Ma anche i rifiuti potranno essere riusati per aiutare l’ambiente. In futuro per Prato una buona fonte naturale sarà il legno, grande risorsa rinnovabile che viene poco sfruttata.( Prato potrebbe soddisfare il suo fabbisogno usando soltanto il legno della pulizia dei boschi.)
• Cosa ne pensa dei panelli solari che occupano i nostri campi e deturpano i paesaggi?
I panelli fotovoltaici, e non solari, producono energia soprattutto per l’illuminazione; essi sono soprattutto una moda però ancora non si sa tra venti anni come smaltirli, ma grazie alla ricerca tutto può migliorare.
• Abbiamo letto nel suo regolamento edilizio verso la sostenibilità, che ha utilizzato una frase relativa a Gandhi , per lei che significato ha “ siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo”? in cosa consiste questo cambiamento?
Significa che ognuno di noi può fare grandi cose ad esempio nelle nostre case potremo eliminare gli usa e getta, usare meno l’ auto, tenere la temperatura del termosifone con un massimo di 20°C, non sprecare l’ acqua , fare la raccolta differenziata e spegnere la luce quando non siamo in una stanza. Semplici gesti!
Interviene, a questo punto, l’arch. De Marzi che ci racconta degli episodi di vita professionale, ma anche quotidiana in cui l’urgenza ambientale la fa da padrona. E’ capitato a lei personalmente di fare domande su quale fosse il futuro dei fotovoltaici, di un loro possibile smaltimento proprio a persone competenti in materia. L’architetto, quindi, ha evidenziato che spesso anche loro che sono dei professionisti hanno delle perplessità davanti all’ignoranza e alla superficialità di tante persone ‘addetti ai lavori’ che non sanno dare risposte.la redazione delle Zipoli
Energia pulita ed accessibile
Ecco il secondo articolo dei ragazzi della nostra Scuola Zipoli, pubblicato oggi sulla pagina del Campionato, edizione di Prato. Leggetelo con attenzione perché tratta un argomento attuale e interessante e come sempre… VOTATELO!
