Archivi per la categoria ‘a noi la parola sulla scuola’

PostHeaderIcon Viaggio nella Preistoria

Inizia il conto alla rovescia: 4-3-2-1-0… e in pochi attimi ci ritroviamo immersi nell’affascinante ETA’ DELLA PIETRA. Siamo nel Paleolitico, dentro una grotta completamente decorata da coloratissime pitture rupestri rappresentanti  scene di caccia e di vita quotidiana.Ma … 1-2- siamo già catapultati nel Mesolitico… 3-4… e ora nel  Neolitico, dentro la bottega di un artigiano vasaio, dove apprendiamo la tecnica del colombino.                                                                            Che bei  vasi d’argilla abbiamo realizzato!                                                                                                                                                                                         Sogno o realtà? Chissà! Il fatto è che ognuno di noi si è portato a casa un delizioso vasetto fatto con le proprie mani!                                                                         CIAO …. Al prossimo viaggio!!!

LABORATORIO DI PREISTORIA DELLA CLASSE TERZA DI S. IPPOLITO

PostHeaderIcon 8 Marzo 2012: lo scrittore Pier Luigi Coda incontra i bambini delle classi terze alle Gandhi

L’incontro è stato veramente speciale! Un’esperienza costruttiva per i ragazzi i quali hanno avuto modo di porre domande e di confrontarsi con una figura importante come l’autore Coda, che senz’altro li ha avvicinati alla lettura con garbo e raffinatezza. Attraverso il suo libro, ha fatto capir loro che non bisogna essere diffidenti verso l’ALTRO, anche se è diverso danoi oppure se è STRANIERO.

PostHeaderIcon Un cavallo per amico

Al Centro Integrazione sono inseriti alunni con problemi di comunicazione, autolesionismo, aggressività. Questi alunni seguono un programma individualizzato che prevede un’integrazione “dosata” nel rispetto del loro grave handicap.  La presenza degli alunni del Centro Integrazione,  ci ha fatto ricercare esperienze che potessero integrare i soggetti gravemente disabili nella scuola dell’obbligo. Il progetto “Un cavallo per Amico”, svolto insieme ai ragazzi che frequentano la scuola Primaria Gandhi della classe V, riunisce in sé una serie di caratteristiche perfette per una integrazione veramente mirata. Questo progetto offre la possibilità di far vivere agli alunni in situazione di disabilità, un momento riabilitativo, di integrazione, di uscita e di autonomia personale con gli alunni delle altre classi. Contemporaneamente offre agli altri alunni un percorso graduale di accettazione serena e costruttiva della diversità, dando la possibilità di conoscere il cavallo, l’ambiente del maneggio e delle scuderie e di poter imparare la base dell’equitazione e della guida autonoma. A testimoniare queste attività vi vogliamo mostrare le foto di alcuni momenti.

PostHeaderIcon Le terze e il loro futuro….

Abbiamo fatto un sondaggio nella nostra scuola, soprattutto nelle classi terze della secondaria di primo grado, e abbiamo scoperto che la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze sono indecisi su cosa fare nel loro futuro; pero’ sono sicuri che continueranno gli studi fino alla maturità.. Abbiamo chiesto ad alcuni nostri compagni di terza che scuola avrebbero scelto quando avranno finito la terza media e hanno risposto in vari modi…. ecco i video.

I reporter:Aurora Petruzzi,Kavisha Nugagahapitiye,Sabina Sula
Giornaliste:Elena Bianchi,Giulia Pacini
Regista:Ludovica Biti

PostHeaderIcon L’ingresso delle prime nella scuola secondaria di primo grado

Io(Aurora), insieme a Kavisha e Sabina siamo andati a intervistare i ragazzi delle prime. Lo scopo di questa intervista è stato capire se si fossero integrati nella scuola e se abbiano notato qualche differenza tra la scuola media e quella elementare.
Dalle interviste abbiamo capito che i ragazzi di prima si sono integrati nella scuola senza nessun problema..

Tanti saluti AUaurora, Sabina,kavisha

PostHeaderIcon Saluto del Dirigente

PostHeaderIcon Le mani in “creta”

Ciao,
siamo gli alunni delle classi seconde (ormai terze) della scuola primaria Gandhi. Insieme alle nostre maestre e all’esperta Lia Pecchioli, abbiamo avuto l’opportunità di effettuare il laboratorio “Le mani in creta”. E’ stata un’esperienza stimolante e interessante, ci siamo impegnati al massimo e, che dire??? Ci sembra di essere stati davvero dei piccoli artisti, realizzando dei piccoli manufatti in creta.
Giudicate voi stessi, guardando il filmato della nostra mostra.

PostHeaderIcon A scuola?!? noi balliamo e cantiamo

A chi di voi non piacerebbe poter avere uno spazio tutto suo a scuola e poterlo utilizzare a suo piacimento?



Beh ecco che noi ragazzi della classe IV della scuola di S. Ippolito siamo riusciti in questa impresa e per tutto l’inverno, in autogestione e durante la ricreazione del pomeriggio, ci siamo divisi in tre gruppi e abbiamo organizzato balli e canti. Ovviamente c’è sempre la nostra insegnante che gira tra le classi e che ci controlla, ma noi abbiamo la responsabilità di ciò che facciamo.
A dire la verità, la “cosa” è partita dalla nostra maestra che ci ha dato l’input di tuffarci in questa impresa. La prima reazione è stata di gioia, poi la paura che tra di noi ci potesse essere qualcuno che creasse disturbo ci ha un po’ impaurito ma siamo andati avanti . Non sempre andiamo d’accordo e trovare i passi che vadano bene a tutti non è impresa facile. Ma oggi possiamo dire che siamo molto contenti dei risultati. E poi chissà, potremo utilizzare questi balli per fare un musical!?! Voi cosa ne pensate?

PostHeaderIcon Ma le regole, esistono ancora?

Alcune insegnanti della Scuola dell’ infanzia “Gandhi” hanno partecipato nei mesi di scorsi ad un corso di formazione psicomotoria condotto dal dr. M. Del Sante. Il percorso era incentrato sul valore delle regole.
La dimensione ludica e l’organizzazione di giochi motori all’ interno di spazi allestiti con materiale strutturato, (materassini, gommoni, teli,corde, tunnel, stoffe …) sono stati validi strumenti che hanno favorito la libera espressività di ciascun bambino, facendo emergere di volta in volta sfumature e tratti caratteristici della personalità: la condivisione in partenza delle più elementari regole di convivenza, ha impedito la degenerazione di alcuni comportamenti in situazioni in cui emergevano atteggiamenti aggressivi. Il segnale della mano alzata da parte dell’ adulto, fermava immediatamente il gioco e apriva la discussione riguardo all’ infrazione della regola.


Durante l’ incontro finale con i genitori, è stato trattato il tema delle regole a casa sottolineando l’ importanza di individuare strategie condivise, da perseguire nei vari contesti in cui vive il bambino.
Lasciamo aperta la discussione in merito a ciò che è emerso ed invitiamo i genitori a commentare questo articolo…

  • Il bambino ha bisogno di regole perché queste gli garantiscono ordine, tranquillità e sicurezza
  • Genitori e insegnanti dovrebbero stabilire con il bambino poche regole sulle quali non avere margini di trattativa
  • L’ adulto non deve farsi venire i sensi di colpa se impone alcune regole
  • E’   indispensabile la continuità educativa fra casa e scuola

 

PostHeaderIcon LA CONOSCENZA E’ POTERE:prevenire il bullismo si può

L'ispettore capo risponde alle domande

INTERVISTA F. Gentile della Questura di Prato
Che cosa è il bullismo?
Il bullismo è un sintomo di disagio relazionale che si presenta con caratteristiche precise: l’intenzionalità, la persistenza nel tempo, l’asimmetria nella relazione; può essere diretto quando colpisce la persona con l’azione fisica e indiretto quando la colpisce psicologicamente o verbalmente. A questi si è recentemente aggiunto il cyber bullying che consiste nel ricattare e offendere la vittima attraverso il web.
Chi sono i bulli?
Il bullo è una persona debole, sola, infelice, priva di autostima. I bulli maschi ricorrono soprattutto a calci e pugni, le femmine a pettegolezzi e false voci. Da un’ indagine risulta che il bullismo femminile è in aumento.
Di che cosa hanno bisogno bulli e vittime?
I bulli hanno bisogno di regole, perché solo così possono infrangerle, e di sentirsi dire di no. Le vittime, invece, devono saper reagire, anche con l’aiuto di amici, avvalendosi non tanto della forza fisica quanto di quella psicologica.
Talvolta abbiamo paura del conflitto con i nostri compagni, ma questo non aiuta a crescere?
Il conflitto è un percorso obbligato di crescita e se è sostenuto da persone adulte adeguate diventa un momento di confronto dal quale si può uscire con un bagaglio pieno di esperienza.
Veniamo al cuore della nostra intervista: con il suo impegno nelle scuole pratesi previene questo fenomeno?
Ritengo che la prevenzione sia fondamentale. Durante gli incontri con i ragazzi cerco di stimolarli ad una maggiore autostima, ad una crescente fiducia nella ‘divisa’, vista come strumento di avvicinamento, e li esorto ad applicarsi nello studio perché ritengo che solo la conoscenza ci permetta di seguire la via più giusta.

PostHeaderIcon 150 anni dell’Unità d’Italia festeggiati al Gandhi

I 150 anni dell'unità festeggiati al nostro istituto

Ormai sono passati 150 anni da quando a Torino fu promulgato un documento di legge in cui si dichiarava che il Re Vittorio Emanuele II assumeva l’incarico di Re d’Italia. E anche noi, dell’Istituto Comprensivo Gandhi abbiamo voluto festeggiare, seppur con un giorno d’anticipo. Tutto l’istituto, con a capo il dirigente scolastico Daniela Mammini è stato onorato dalla presenza dell’assessore Rita Pieri. La quale ha partecipato al lancio di palloncini rossi, bianchi e verdi, che ricordavano il tricolore ad accompagnare il tutto c’era il nostro coro di voci che intonavano l’inno di Mameli. Le  scuole di Galciana, Vergaio e S. Ippolito erano unite nonostante la lontananza. È stata una manifestazione piacevole che ci ha fatto riflettere sulla necessità che oggi più che mai il nostro popolo deve  rimanere unito. Le regioni italiane sono molto diverse tra loro con diversi dialetti, cioè lingue regionali,  diverse tradizioni culinarie, cioè diversi modi di cucinare, diverse tradizioni  culturali e usanze, diverse anche le caratteristiche fisiche degli abitanti delle diverse regioni d’Italia ma alcune cose ci uniscono: l’alleanza e l’amore per la patria. Non tutti conoscono però la storia della nostra Bandiera e neppure il significato dei tre colori che la compongono: il verde per ricordare i nostri prati, il bianco per le nostre nevi perenni, ed il rosso in omaggio ai soldati e agli eroi che hanno versato il sangue per la nostra patria.

Parliamo adesso del nostro inno:  

In molti criticano questo testo: troppo retorico, si dice, con parole arcaiche, dell’Ottocento…
Be’, che le parole siano molto “Ottocentesche” non c’è dubbio, ma che altro poteva fare uno che scriveva nel 1847? E comunque guardate i testi di quelle delle altre nazioni e vedrete che come retorica non scherzano nemmeno loro.                                   Sarebbe retorico quel “Siam pronti alla morte”? Be’, però se pensate che il testo è stato scritto da uno che poi è morto a 22 anni combattendo per le sue idee, mi pare che non sia così retrò.
Noi pensiamo invece che questo sia uno tra gli inni più belli del mondo.

Daria Reali e Antea Scrocco

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